Pneumatici per Semirimorchi: come scegliere le gomme, quando cambiarle e quali sono le più adatte

Le gomme sono un elemento critico per la sicurezza, l’efficienza e la redditività di ogni semirimorchio. Un pneumatico inadatto o usurato può causare consumi eccessivi, sforzi sui componenti, rischi legali e fermi macchina. In questo articolo vedremo come scegliere le gomme giuste per assali fissi, sterzanti e sollevabili, come interpretare le etichette europee, quali pressioni mantenere, quando sostituirle, e come leggere il codice DOT e le normative sui pneumatici datati.

Differenze tra pneumatici per assali fissi, sterzanti e sollevabili

Un pneumatico per semirimorchio non può essere considerato generico: la sua funzione, posizione e le sollecitazioni meccaniche cui sarà sottoposto ne determinano le caratteristiche ottimali. Qui di seguito analizziamo in dettaglio le differenze e le esigenze specifiche per ogni tipo di asse:

Pneumatici per assali fissi / portanti posteriori

  • Funzione: l’assale fisso è quello che sopporta la maggior parte del carico meccanico e trasmette il peso del rimorchio al terreno, solitamente nella parte posteriore. 
  • Requisiti: 
    • Devono garantire elevata capacità portante e robustezza strutturale, con carcasse rinforzate che resistano alle sollecitazioni da carico concentrato. 
    • Un pneumatico mal dimensionato può deformarsi, surriscaldarsi o usurarsi prematuramente. 
    • Le misure sono spesso maggiorate rispetto agli assi sterzanti: ad esempio, larghezze maggiori, mescole più dure o rinforzi laterali. 
    • Devono offrire resistenza alla fatica e all’abrasione su lunghe percorrenze, soprattutto quando il carico è continuo o pesante. 
    • Importante che il pneumatico abbia una buona capacità di dissipazione del calore, per evitare surriscaldamenti che compromettono la durata della gomma. 

Pneumatici per assale sterzante

  • Funzione: l’assale sterzante guida la traiettoria del semirimorchio, richiedendo reattività e aderenza laterale. 
  • Requisiti: 
    • È fondamentale avere pneumatici con ottima risposta direzionale e capacità di sostenere forze laterali senza slittamenti (in curva, in frenata, in manovra). 
    • Le mescole possono essere più morbide o con polimeri che migliorano l’aderenza laterale. 
    • Le dimensioni possono essere leggermente più “snelle” rispetto agli assali portanti, per migliorare la manovrabilità e ridurre l’inerzia laterale. 
    • È importante che il battistrada sia ben profilato per evitare sterzate “duramente vincolate” o comportamento instabile su superfici bagnate o irregolari. 

Pneumatici per assale sollevabile / assi di supporto

  • Funzione: gli assi sollevabili vengono utilizzati in fase di carico/scarico o nei trasferimenti a vuoto per ridurre l’usura dei pneumatici e migliorare il consumo di carburante. Quando l’asse è sollevato, i pneumatici non toccano il suolo; quando è abbassato, entrano in funzione. 
  • Requisiti: 
    • Poiché l’asse viene a lavorare solo in alcuni momenti, i pneumatici devono essere resistenti alle sollecitazioni intermittenti, non tanto focalizzati sull’aderenza continua. 
    • In molte applicazioni, è possibile impiegare pneumatici con costi inferiori (meno “specialistici”) purché abbiano la portata e le caratteristiche minime richieste. 
    • Devono comunque rispettare i parametri di pressione e carico quando entrano in servizio, per non essere danneggiati subito. 
    • In fase di passaggio da sollevato a carico, è importante che il pneumatico si adatti velocemente senza deformazioni dannose o rigonfiamenti. 

Consigli pratici per uniformità e durata

  • Omogeneità: è fondamentale montare pneumatici dello stesso modello e marca sullo stesso asse (o sugli assi gemelli) per evitare differenze di risposta, deformazioni, squilibri meccanici e usura precoce. 
  • Usura simile: idealmente, tutti i pneumatici sull’asse dovrebbero avere lo stesso grado di usura residua per garantire comportamento costante in curva, frenata e manovra. 
  • Rotazione periodica: nei veicoli che lo permettono, valutare una rotazione degli pneumatici tra assi compatibili per distribuire l’usura e prolungare la vita utile. 
  • Controllo regolare: monitorare frequente la pressione (a freddo) e lo stato del battistrada è la miglior garanzia di prestazioni costanti e prevenzione di guasti imprevisti. 

 

Tipo di asse / funzione Caratteristiche richieste Vantaggi attesi Limiti o attenzioni Esempio / nota tecnica

 

Assale fisso / portante Carcassa robusta, elevata capacità portante, struttura rinforzata, buon dissipatore di calore Resistenza sotto carico pesante, lunga durata, stabilità Prezzo più alto, peso proprio maggiore Usare misure maggiorate o modelli “drive / trailer” professionali 

 

Assale sterzante Mescola con buon grip laterale, battistrada adatto al direzionale, reattività, rigidità laterale Migliore manovrabilità, sicurezza in curva, controllo direzionale Usura irregolare se montato su asse sbagliato, degradazione se uso intenso Evitare di scambiare pneumatici sterzanti con quelli del rimorchio 

 

Assale sollevabile / supporto Pneumatici robusti, buona resistenza quando “in pressione”, requisito di carico adeguato Permette sollevamento per ridurre usura nei trasferimenti a vuoto Se l’asse rimane a lungo sotto carico, il pneumatico soffre Possono essere usati modelli con caratteristiche meno “premium” purché idonei

 

Etichette europee: cosa significano per il consumo reale

Le gomme vendute in Europa devono recare l’etichetta UE, che fornisce informazioni sulle prestazioni chiave:

  • Rolling resistance / resistenza al rotolamento
    Classificazione da A (più efficiente) a E (meno efficiente) determina quanto “sforzo” richiede il pneumatico per rotolare. Una classe migliore può tradursi in risparmio carburante. 
  • Wet grip / aderenza sul bagnato
    Valuta la capacità frenante in condizioni di pioggia. Anche qui la scala va da A (migliore) a E (peggiore). 
  • Rumorosità esterna
    Indica il rumore generato dal pneumatico in dB e la classe (A, B, C). Un pneumatico più silenzioso può essere utile in zone urbane o con restrizioni ambientali. 

Negli ultimi aggiornamenti, l’etichetta può includere anche simboli per “3PMSF” (per condizioni nevose) e un QR code che rimanda al database europeo EPREL con i dati tecnici completi.

Nota: l’etichetta offre un confronto utile, ma non copre tutte le prestazioni reali rilevanti per un pneumatico pesante (come resistenza a forature, capacità strutturale, comportamento alle alte temperature, fatica a lungo termine).

Pressioni consigliate, usura tipica e stagionalità

Pressioni consigliate

  • Le pressioni vanno regolate in funzione del carico effettivo. Un pneumatico sotto-gonfiato si scalda e si deteriora più rapidamente; uno troppo gonfiato perde aderenza e rideforma il profilo utile. 
  • È buona prassi controllare la pressione a freddo (prima di percorsi lunghi), ogni settimana o ad ogni cambio di carico importante. 

Usura tipica

  • In una flotta ben mantenuta, l’usura uniforme sui pneumatici posteriori dovrebbe essere graduale e simmetrica. Se vedi usure laterali o centrali, potrebbero esserci problemi di allineamento o pressione. 
  • Una profondità residua sotto 2–3 mm può indicare il momento di sostituire i pneumatici, anche prima se la mescola è deteriorata. 
  • Ci sono regole normate: ad esempio, in Italia è consentito l’uso di pneumatici riscolpiti, se conformi (marcati “REGROOVABLE”) e rispettando specifiche tecniche. 

Stagionalità

  • Nei mesi freddi o in zone con neve / ghiaccio, è raccomandato l’uso di pneumatici invernali o con certificazione 3PMSF per garantire aderenza in condizioni critiche. 
  • In condizioni estive, una mescola più dura o meno flessibile può ridurre l’usura termica. 
  • Alcuni giganti del settore pneumatici progettano modelli “all-season heavy duty”, ma spesso la scelta migliore per un semirimorchio è mantenere pneumatici specifici per stagione nei periodi più estremi. 

Come leggere DOT, normativa su pneumatici datati e marcature essenziali

Il codice DOT

  • Il numero DOT è un codice obbligatorio che indica luogo e data di produzione. Le ultime 4 cifre rappresentano la settimana e l’anno. Ad esempio, “1106” significa undicesima settimana del 2006. 
  • Pneumatici molto vecchi, anche se mai usati, possono deteriorarsi a causa dell’invecchiamento della gomma (indurimento, microcrepe) e diventare pericolosi. 

Altre marcature da conoscere

  • La sigla E (o e) con numero indica omologazione secondo normativa ECE (ad es. “E4” per i Paesi Bassi). 
  • L’indice di carico (LI o load index) e il codice di velocità determinano il massimo carico e velocità consentiti per quel pneumatico. 
  • Il simbolo TWI (Tread Wear Indicator) indica l’indicatore di usura del battistrada, spesso incluso nel fianco del pneumatico.
  • Altre marcature includono il codice rumorosità (con numero in dB) e, se presente, il simbolo 3PMSF per uso invernale. 

Quando cambiare i pneumatici di un semirimorchio

Ecco alcuni segnali che indicano che è tempo di sostituzione:

  1. Profondità battistrada insufficiente: sotto ~2–3 mm (o il limite legale locale). 
  2. Età elevata: gomme più vecchie di 7–10 anni vanno valutate anche se poco usate, per degrado della gomma. 
  3. Danni visibili: tagli, bolle, crepe, deformazioni laterali. 
  4. Usura irregolare: se un pneumatico mostra usura superiore su un fianco o nella parte interna/esterna, può essere un segno di problemi di allineamento o pressione errata. 
  5. Prestazioni peggiorate: minore aderenza, frenate meno decise, vibrazioni in marcia. 

Scegliere le gomme giuste per un semirimorchio non è solo questione di marca: bisogna tener conto dell’asse su cui saranno montate, leggere correttamente le etichette europee, mantenere pressioni corrette, valutare l’età e l’usura, e seguire le normative DOT e omologative. Un pneumatico ben scelto migliora sicurezza, riduce consumi e prolungare la vita del veicolo — aspetti fondamentali per chi lavora con flotta o mezzi pesanti.

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